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[Sguardo] Substrak e la superficialità dei social: la scrittura lunga come atto di resistenza

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  Oltre a qui, scrivo anche su Substrak. Giuro, lo avevo immaginato come un posto dove leggere cose interessanti, scambiare opinioni e magari trovare qualche riflessione degna di nota. Invece mi sono ritrovata davanti a un flusso di domande banali:“che fate il 25 aprile?”oppure foto di gattini che inseguono una luce. Per non parlare di video triti e ritriti, che alla fine lasciano il tempo che trovano. Che delusione. E a un certo punto ho capito che non era nemmeno Substrak il problema. Scorri, guardi, metti un like e vai oltre. Tutto veloce. Tutto leggero. E più è leggero, più gira. Se provi a fermarti un attimo, a dire qualcosa che richiede un minimo di attenzione, è come parlare in una stanza dove tutti stanno dicendo altro. Non è che non puoi farlo… è che si perde. Avete presente quando cerchi di far crescere un fiore in mezzo alle erbacce? Ecco, quella è la sensazione. La voce si perde, soffocata da tutto il resto. E allora succede una cosa strana: non è che la profondità spa...

Mille post e sedici anni: scrivere non è mai stata una terapia. È diventata casa.

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  Mille post. Mille! Io che sono così prolissa non oso nemmeno immaginare quanti caratteri ho battuto su questi tasti. Probabilmente abbastanza da riempire un'enciclopedia. O due. Il primo post che ho scritto parlava dell'incidente di mio figlio. Coma. Terapia intensiva. Tutto il pacchetto. Non esattamente il debutto leggero che si sogna. Ma era quello che avevo dentro. E scrivere è stato l'unico modo che avevo per non esplodere in silenzio. Da lì, in sedici anni, ho scritto di tutto. Della solitudine, tanto temuta, poi agognata, infine amata. Dei miei viaggi nel mondo, con tutto quello che ci stava in mezzo. Delle paure, delle meditazioni, dei viaggi interiori. Perfino dei miracoli. Ho scritto di un autista di pullman che, oltre a guidare, deve anche mangiare, fare pipì. E fare le pulizie. Perché nella vita ci sono tragedie e ci sono autisti di pullman, e a volte entrambi meritano la stessa attenzione. Ma a pensarci bene, non ho mai ...

Dentro di me già ci sono.

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  Riflessioni su quella strana difficoltà di mettersi in primo piano. C’è chi ha bisogno di dire “io” per esistere. Io, invece, faccio fatica a mettermi in primo piano, da sempre!  Ma non perché non mi veda,  perché dentro di me, ci sono già. Non ho bisogno di occupare spazio per sentirmi viva. Non ho bisogno di raccontarmi a voce alta per sapere chi sono. Eppure, ogni tanto, mi chiedo: perché mi viene così difficile dire “io” davanti agli altri? Forse perché per anni, troppi, ho imparato a non disturbare, a fare la brava bimba, a non chiedere troppo, a non brillare troppo. Forse perché ho visto che chi si mette davanti, spesso viene giudicato. Forse perché ho capito che la vera forza non ha bisogno di palco. Eppure, scrivere è un modo per uscire dal silenzio senza urlare. È un modo per dire “ci sono” senza invadere. È un modo per mettere me stessa al centro, ma con grazia. Ieri ero a messa per la prima comunione del figlio...

Sospesa – Quando le parole non arrivano ma la vita scorre

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!   In questi giorni è così: qualsiasi cosa sia, non ho nulla da dire. Sono venuta da tutti voi, ho cliccato sul mio blogroll tutti i blog che seguo, ho letto, sorriso, apprezzato e condiviso ogni parola... ma non sono riuscita a scrivere nulla. È qualche tempo che mi succede, ma mi sono sempre messa a scrivere almeno due righe per dare un segno del mio passaggio, per far capire quanto io tenga a tutti... ma oggi non ci sono proprio riuscita. Sono giornate intense queste mie, non per il lavoro, io non lavoro, ma sono pienamente e totalmente immersa in me stessa. Le ore passano veloci che mi chiedo cosa io abbia fatto tutto il giorno. Poi mi guardo attorno e vedo che la casa è pulita, il libro è aperto sul comodino e le pagine lette ora superano quelle da leggere, il giardino è in ordine, la siepe potata, il pc acceso su un documento di testo dove le parole riempiono le pagine. Il cibo è lì che cuoce sul fuoco e l'angolo della meditazione ha i segni del mio passaggio...