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Santa Isabel: il paesino brutto che non riesci a smettere di amare

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In viaggio con me Ho sempre parlato di dove vivo, ma non ne ho mai parlato davvero. Santa Isabel: un nome che trovo bellissimo, ma la pronuncia brasiliana gli toglie tutto il fascino. Santa Isabèo! Che tristezza! È una bella cittadina? No, per niente. Ma si fa voler bene. Un po' come quando si vede un cane brutto. Al primo momento si pensa: cavolo, che brutto! Poi lo si guarda meglio negli occhi, ci si sofferma sullo scodinzolio e voilà, conquistato. Ora via quegli occhi a cuore. Proprio come quel cane, Santa Isabel ti conquista piano piano… a me ci sono voluti vent'anni. Tanti? Sì, ma ora la amo. È disordinata, caotica. Cresciuta senza nessun piano regolatore, si può trovare una casa in stile coloniale accanto a un palazzone grigio che nessun architetto rivendicherebbe mai. I fili elettrici sono uno scempio, talmente tanti che sembra di essere intrappolati in una ragnatela gigante. Santa Isabel è una città di 363 chilometri quadrati. Più o meno come Enna, in ...

Liberada!

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  Sono andata a fare il rinnovo della patente. Nemmeno me ne ero accorta, ma ad aprile saranno cinque anni che è scaduta. Così vado in paese, al Poupatempo Poupatempo, in portoghese, significa letteralmente risparmia tempo , e dentro a questa struttura c'è davvero tutto: documenti personali, servizi legati ai veicoli, certificati, servizi sociali, difesa del consumatore. Un posto solo, quattrocento servizi pubblici di cose risolte.  Arrivo e mi avvio al totem che spicca per tutta la sua tecnologia! Mi atteggio come fossi una diva, ma... non ci capisco nulla. Chiedo aiuto (che è meglio) e arriva una ragazza carinissima. La signora ha bisogno di aiuto? chiede lei. E io uso le parole magiche che aprono tutte le porte della cortesia. Da quando vivo qui le uso sempre: Chiedo scusa per il mio portoghese, sono straniera. Mi può aiutare? Dopo questa frase si può vedere lo sguardo di perplessità lasciare posto a un bellissimo sorriso. Le spalle si rilassano, e passano ...

Santa Isabel: addominali e costanza, due storie di vita

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La forma cambia, la costanza resta. E pure il sorriso.   Oggi ero a Santa Isabel. Seduta in macchina, aspetto il mio Tono e faccio la cosa che amo di più: guardare. Dall’altra parte della strada un uomo sulla sessantina mi cattura l’attenzione: per allacciarsi i bermuda aggancia la maglietta sotto il mento e… addominali in bella vista. Evidenti. La ragazza dei parcheggi mi distrae un attimo: rispondo e lei se ne va. Quando torno a guardare nello stesso punto… stessa posizione, stesso gesto, stessa età. Solo che questa volta gli addominali sporgono… ma in modo diverso. E lì ho sorriso. Perché in pochi secondi ho visto due storie diverse, due corpi che raccontano strade differenti: non so esattamente quali siano, ma per me vanno bene entrambi. Che poi, com’è che si dice? Un uomo allenato è come un campo lavorato: dietro c’è costanza. Ma anche: omo de panza, omo de costanza . La costanza c’è per entrambi, ed entrambi mi sono sembrati felici. Anc...

Estate a Santa Isabel: 18 gradi e voglia di cioccolata calda

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Lo scrivevo un anno fa o giù di lì… e dopo un anno la storia non è cambiata: fa freddo!   Siamo in estate, vivo al  nord di Sao Paulo e FA UN FREDDO BOIA !   Oggi: 18 gradi di massima e 14 di minima. Così il ventilatore va in ferie, il plaid torna protagonista e la cioccolata calda riprende il suo posto nel cuore.  E il costume da bagno? Quello lì è appeso all’attaccapanni che mi guarda con disprezzo e frustrazione. E io mi chiedo: ma l’ estate brasiliana non era quella cosa con il caldo, il cocco e la sabbia bollente?   A Santa Isabel no. Qui l’estate è un concetto filosofico. Un’idea. Un sogno lontano. Un meme climatico.   Ma non voglio lamentarmi, anzi, va bene così. Almeno posso indossare il maglione natalizio senza sembrare fuori stagione. E il mio amato cappuccino non mi fa sudare. L’unica rogna è la pioggia che non smette più: ormai credo che le nuvole abbiano firmato un contratto a tempo indeterminato...   Morale dell...

Vivere dentro la foresta: la mia Vita nella Reserva Ibirapitanga

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Entrata della riserva,  la porta sul mio paradiso!  Ne ho parlato più volte ma non ho mai approfondito. Da due anni vivo nella Reserva Ibirapitanga , a Santa Isabel, e ogni giorno mi sveglio con il suono dei tucani, il volo dei colibrì e il silenzio potente della foresta. Ma c'è anche la possibilità che dei pappagalli inizino prestissimo a zampettare sulla canale e rancontarsela alla grande! Questo vuol dire che il mondo si sveglia quando il mondo vuole! Perciò posso proprio dirlo, qua non si vive vicino alla natura, si vive dentro di essa! La riserva è un progetto unico , nato oltre vent’anni fa, che ha preservato 5 milioni di metri quadrati di foresta atlantica vergine . La Mata Atlantica. Ma non è solo la grandezza a renderla speciale. È il rispetto e soprattutto la cura. Inizio col dire che abbiamo un vivaio interno, gestito da tre persone meravigliose, dove coltivano alberi e fiori nativi che ha come scopo di offrire  gratuitamente ai residenti per i ...