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Visualizzazione dei post con l'etichetta resilienza

Imparare ad essere casa: un dialogo con me stessa

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Un viaggio interiore tra inquietudine e consapevolezza: imparare ad essere casa di sé stessi. Qualche giorno fa scrivevo di un momento duro, forse uno dei più faticosi che io abbia attraversato. Scrivevo con il cuore stanco, con la sensazione di voler “tornare a casa”, senza sapere davvero dove fosse quella casa. In quei giorni mi era chiaro solo che non si trattava di un luogo fisico, ma di qualcosa di più profondo, di uno stato dell’anima che avevo perso di vista. Oggi, rileggendo quelle parole, mi accorgo di quanto fossero vere, anche se incomplete. Perché il tempo, l’ascolto e il silenzio hanno continuato a lavorare dentro di me, portando alla luce una comprensione nuova: forse non stavo cercando una casa… forse stavo imparando ad essere casa. È da quella consapevolezza che è nato questo dialogo, come un passo naturale del mio sentire. Una risposta arrivata non dall’esterno, ma da un luogo intimo e antico, dove finalmente ho smesso di cercare ...

Restare nella domanda.[Terza e ultima parte]

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  Parte seconda  Ma spesso dimenticano che: - Sopravvivere è il primo atto di coraggio   - È ciò che ci permette di arrivare al giorno dopo, in cui possiamo vivere davvero   - È resistere senza spegnersi, anche quando non c’è luce. ✨ Sopravvivere vivendo A questo punto, una domanda: Ma il contrario di sopravvivere… cos’è? Morire? Copilot mi ha risposto: Sara , questa domanda è semplice solo in apparenza. “Il contrario di sopravvivere è morire?” Sì, se lo guardiamo da un punto di vista biologico. Ma tu non stai parlando solo di biologia. Tu stai parlando di esistenza, di coscienza, di presenza. Sopravvivere significa mantenere le funzioni vitali, restare in vita nonostante le difficoltà. Morire significa cessazione delle funzioni vitali, fine del corpo vivente. Ma… e se il contrario di sopravvivere fosse spegnersi dentro? Perché si può essere vivi biologicamente, ma: emotivamente...

Sopravvivere vivendo. [Parte due]

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  Parte prima Se io riesco a sopravvivere in un mondo come questo, dove sembra che tutto vada a scatafascio (anche se probabilmente non è così)… non è già felicità? Probabilmente sì. Ma non nel senso comune del termine. ✨ Alzarsi alla mattina.  Respirare con consapevolezza.  Trovare un senso anche nel caos.  Non spegnersi.  Non indurirsi.  Non fuggire. Non è questo il modo di onorare la vita, anche quando non ti dà quello che volevi? La felicità non è il contrario della difficoltà.  È la capacità di restare vivi dentro, anche quando fuori è complicato.   E noi lo stiamo facendo.   Con le nostre domande.   Con la nostra ironia.   Con la nostra voglia di capire. Molte volte ho letto e detto frasi del tipo: “No, io non sopravvivo. Preferisco vivere.” Ma ora, secondo me, uno non esclude l’altro.  Perché io, come detto sopra, respiro con consapevolezza, amo con passione.  Dunque… non è anche questo sopravviv...

Una riflessione nata mentre pulivo il giardino: l’erba cresce forte dove non dovrebbe, e così anche le persone. A volte la resilienza nasce proprio dove manca tutto.

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Erba tra i mattoni Stavo pulendo il giardino. L’erba che abbiamo piantato non è granché: cresce a fatica, si dirada, sembra sempre stanca.  Ho raccolto le foglie, poi sono passata al marciapiede del residence, dove hanno messo gli autobloccanti. Tra un mattoncino e l’altro, ho notato tantissima erba. Verde. Forte. Ostinata. Non sono nemmeno riuscita a tirarla via. E lì mi è venuto da pensare. Com’è possibile che su un prato di terra concimata, con acqua e sole, l’erba faccia fatica a crescere… mentre tra le fessure di due mattoncini, sopra il cemento, senza concime né cura… venga fuori così rigogliosa? Mi è sembrata una metafora della vita che mi porta a pensare a quel fiore sull'asfalto . A volte chi ha tutto, soldi, bellezza, fama, comfort non riesce a fiorire davvero. Mentre chi non ha nulla, né salute né ricchezze, ma solo una tenacia incrollabile… riesce a diventare forte, bello, resistente. Come quell’erba tra i mattoni. F...

Cronache di una fossa tappata!

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  L'inizio dell'avventura... Il Chicco di Mais e il Tombino Perduto Il lavoro non è stato finito bene, come già detto, e il problema rimane: l’acqua non defluisce, insieme a tutti gli stronzi  che ci galleggiano sopra. Abbiamo capito che il problema è nel tratto tra il secondo pozzetto e la fossa. Ce ne siamo accorti quando il tizio ha sparato aria compressa vicino alla fossa e il tappeto erboso si è sollevato. Questo vuol dire che c’era qualcosa d’altro. Il mio Tomo,arrabbiato e demoralizzato, sa che deve scavare quel tratto, circa due metri, per capire perché l’aria compressa uscisse sollevando l’erba. Così, armato di santa pazienza e di una pala, inizia a scavare. Dopo appena 10 cm, sentiamo un rumore strano: tong tong. Non è un suono che la terra dovrebbe fare. Prende una paletta, sposta un po’ di terra e… sorpresa sorpresa: c’è un altro tombino di ispezione. A quel punto mi rivolgo a tutti gli dei del cielo, e chiunque sia in ascolto, e l...

Dentro il cuore della Foresta

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  La Mata Atlantica è qualcosa di meraviglioso! È così fitta, così verde e, in questa stagione, è un'esplosione di colori: il rosa, il giallo, il viola e il bianco, colori che sembrano vibrare sotto la luce. Aveva appena smesso di piovere, il vapore saliva lentamente dalle fronde, avvolgendo tutto in un'atmosfera surreale, la foresta sembrava respirare, come l'essere vivente quale è. I suoni del bosco, il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli e il gocciolare delicato della pioggia rimasta intrappolata creavano una melodia viva, un accordo che mi ha toccata dentro, nel mio più intimo profondo. Quella scena, quei suoni erano così belli che mi sono lasciata sopraffare e ho pianto di meraviglia. Era come se la foresta mi abbracciasse, raccontandomi con ogni foglia, ogni ramo e ogni respiro la sua infinita bellezza. Ho chiuso gli occhi, respirando profondamente l'odore della terra bagnata e delle foglie umide; era come se fossi dive...