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La logica dell'aglio, sempre che ci sia una logica!!

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Il pensiero del martedì Sono al supermercato e mi fermo, incuriosita, davanti a una scena che ormai conosco bene. C'è una montagna di aglio. Un cassone colmo, dove la gente pesca a mani nude. I guanti non sono obbligatori qui, nessuno li usa, nessuno li chiede. Si rovista nel mucchio, si soppesa, si sceglie. Fin qui, tutto normale. Ma poi arriva il momento creativo. Un sacchetto ben aperto da un lato, lo spicchio nell'altra mano: via la buccia, via il cuore, e dentro finisce solo il necessario. Pulito, già pronto, selezionato con cura quasi chirurgica. Il ragionamento è semplice: perché pagare qualcosa che non si usa? Tornata a casa faccio due conti. La buccia e il cuore di una testa d'aglio pesano circa cinque grammi. Al prezzo medio del supermercato — tra i 15 e i 20 reais al chilo — il risparmio è di circa dieci centesimi. Forse. Dieci centesimi per un chilo d'aglio. E un chilo, in realtà, è tanta roba. E soprattutto: non si può fare. C'è il cartell...

In metropolitana a San Paolo c'è una regola non scritta che tutti rispettano (o quasi)

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  Vi racconto C'è una cosa che chi vive a San Paolo non perdona a nessuno. Non importa che tu sia appena arrivato, che non abbia diritto di voto, che sia la prima volta che metti piede in quel posto. Non ti perdonerà mai. Anzi, rischi di essere spinto e accompagnato da parole che è meglio non tradurre. Stiamo entrando nella stazione da Sé. Sono davanti a tutti, soddisfatta di me, quando il Fanciullo mi si mette di fianco, mano sulla spalla, tono da film drammatico: "Mamma. Sulla scala mobile. Stai a destra. Mi raccomando." Ok. "E se non lo faccio, cosa mi fanno?" "Fidati. Non vuoi saperlo. Ed ecco il Fanciullo in modalità “ti prego non farci espellere socialmente”, e io che passo dall’orgoglio alla sopravvivenza civile in tre secondi. Non è una regola scritta da nessuna parte. Non c'è un cartello, non c'è una multa, non c'è un vigile.  Eppure tutti la sanno.  La sinistra è per chi cammina, anzi per chi corre, perché a San Paolo a...

Santa Isabel: addominali e costanza, due storie di vita

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La forma cambia, la costanza resta. E pure il sorriso.   Oggi ero a Santa Isabel. Seduta in macchina, aspetto il mio Tono e faccio la cosa che amo di più: guardare. Dall’altra parte della strada un uomo sulla sessantina mi cattura l’attenzione: per allacciarsi i bermuda aggancia la maglietta sotto il mento e… addominali in bella vista. Evidenti. La ragazza dei parcheggi mi distrae un attimo: rispondo e lei se ne va. Quando torno a guardare nello stesso punto… stessa posizione, stesso gesto, stessa età. Solo che questa volta gli addominali sporgono… ma in modo diverso. E lì ho sorriso. Perché in pochi secondi ho visto due storie diverse, due corpi che raccontano strade differenti: non so esattamente quali siano, ma per me vanno bene entrambi. Che poi, com’è che si dice? Un uomo allenato è come un campo lavorato: dietro c’è costanza. Ma anche: omo de panza, omo de costanza . La costanza c’è per entrambi, ed entrambi mi sono sembrati felici. Anc...