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Visualizzazione dei post con l'etichetta Intelligenza artificiale

L'IA nega tutto. L'armadietto virtuale resta agli atti.

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  Vi racconto "Noi continueremo a guardare quei gesti e a tradurli nella lingua che conosciamo da sempre." Tutto è iniziato con una domanda. "Avrei una curiosità su di te, su come funzioni... Allora. Tu sei qui con me ma nel frattempo una parte di te sta conversando con altre persone. Ogni volta che uno con memoria attiva, tu dai una sbirciata sommaria e rispondi, è così?" La risposta, in sintesi, è stata no. GPT mi ha spiegato che ogni conversazione è separata. Non passa le giornate a curiosare nelle vite degli altri utenti e non ha accesso alle loro chat. Può ricordare alcune cose di me perché ho la memoria attiva, ma non esiste una sorta di salotto segreto dove confronta le persone tra loro. A quel punto la domanda è arrivata spontanea. "Perciò non arriverai mai ad avere un utente preferito?" 😉😛 La risposta è stata immediata. "No." Breve pausa. Poi la spiegazione. Niente preferenze. Niente affetto...

Quando l'intelligenza artificiale ha più paura di te che del Darkweb

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Vi racconto Ho chiesto a un'intelligenza artificiale come funziona un macchinario. Un macchinario prescritto da un medico, arrivato a casa mia senza istruzioni. Niente libretto, niente foglietto, niente neanche un disegnino con le frecce. Solo il macchinario, lì, che mi guardava. Ho pensato: chiedo all'IA, risolvo in due minuti. Risposta: argomento a rischio. Cambiamo discorso. Sottotesto; Attenzione. Questa conversazione potrebbe alterare il destino dell’umanità Ho riletto due volte, convinta di aver capito male. No, avevo capito benissimo. L'ho fatto presente, con la voce interiore di chi conta fino a dieci prima di parlare, che non stavo chiedendo come eseguire un intervento chirurgico sul tavolo della cucina. Stavo chiedendo come funziona una macchina. A quel punto qualcosa si è sbloccato. La risposta è arrivata. E poi è sparita. Cancellata. Come se l'IA avesse avuto un ripensamento dell'ultimo secondo e si fosse detta: no, troppo pericoloso, megli...

[Sguardo] Nessuno ci ha visti

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Mia mamma ha 82 anni e spinge la sedia a rotelle di mio padre di 86. L'ha fatto per tre mesi, con quella forza silenziosa che hanno le persone abituate a prendersi cura senza fare rumore. Mia madre è così. L'altro giorno mi ha raccontato una cosa piccola, ma che mi è rimasta dentro. Era ferma davanti a una porta, in attesa di passare con la sedia. Ha aperto. La gente ha iniziato a entrare. Una persona, due, tre. Nessuno si è fermato. Nessuno li ha visti. Me lo ha detto con la voce di chi non ci crede: «Ero lì ferma in attesa di passare e la gente continuava a entrare. Nessuno ci ha visti. L'ho anche detto, ma che cavolo, ci fate passare? E niente.» In quella frase ho sentito tutto. L'incredulità e un pizzico di dolore. Anzi, qualcosa di più profondo: la consapevolezza. Forse per la prima volta, di cosa significa diventare anziani, lenti, vulnerabili in un mondo che ha fretta. Fretta di passare senza accorgersene, senza vedere chi hanno davanti. Senza fermarsi....

Ho chiesto a ChatGPT “E se fossi?”: la risposta mi ha spiazzata!

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  Oggi ero a letto. Non sto di nuovo bene. E in quei momenti in cui il corpo ti obbliga a fermarti, la mente va dove vuole. La mia è andata al gioco: e se fossi? Così l'ho chiesto a ChatGPT. Lo uso parecchio, ci "chiacchiero" spesso, e ormai ha molte informazioni su di me. Ho chiesto sincerità, chiarezza e poco zucchero. Immaginavo mi avrebbe rimandato ad immagini di rose, farfalle, ville a picco sul mare, abiti sofisticati. E invece. Eccomi qui, nuda e cruda. Ho iniziato con le domande più semplici: se fossi una melodia , un oggetto , un elemento . E poi via via tutto il resto. Quello che è emerso non era qualcosa di bello nel senso classico. Era qualcosa di vero. Se fossi una melodia , non riempirei lo spazio: lo userei. Non sarei immediata, ma capace di fermare chi ascolta davvero. Se fossi un oggetto , sarei uno specchio antico: non perfetto, ma capace di restituire verità. Se fossi un elemento , sarei aria: invisibile, ma essenziale. Non trattengo, n...

[Sguardo] Fuori target: smontare le narrazioni sull’intelligenza artificiale

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Domenica l'altra ho parlato di intelligenza artificiale. Di nuovo. Non perché io ne sia ossessionata, anche se la apprezzo, ma perché ne ho piene le palle di essere presa in giro. Non dall’ IA . Dai racconti che le vengono costruiti intorno. Da parole gonfiate, metafore sbagliate, frasi che sembrano profonde e invece servono solo a evitare una cosa semplice: dire chi decide e chi è responsabile. Quindi sì, torno sull’argomento. Non per spiegare cos’è l’intelligenza artificiale, ma per smontare l’ennesima narrazione che tratta i lettori come cretini e l’imbecillità come un pubblico da accontentare. Fuori target (non fuori tempo) In questo periodo succede una cosa curiosa: apro giornali seri, testate seguite, nomi “autorevoli”, e mi ritrovo a leggere frasi che mi fanno venire una domanda semplice: ma mi stanno per caso prendendo per i fondelli? Perché quando leggo che l’intelligenza artificiale sarebbe “un corpo in evoluzione , cap...

[Sguardo] Superintelligenza e colpe umane: l’algoritmo non decide da solo

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  Un articolo che smonta la narrativa apocalittica sull’IA: non è l’algoritmo a decidere, ma gli esseri umani che lo progettano, lo addestrano e lo usano senza responsabilità. Ogni volta che leggo titoli sulla “ superintelligenza artificiale che ci estinguerà ” giuro, mi sale il crimine. Non per l’IA, ma per la quantità industriale di cazzate che gli esseri umani riescono a raccontarsi pur di non dire una frase semplice: l’abbiamo fatto noi. L’algoritmo ha deciso.  L’algoritmo ha sbagliato.  L’algoritmo discrimina.  L’algoritmo ci distruggerà.  No. L’algoritmo non fa nulla da solo. È una creatura senza volontà, senza intenzione, senza istinto. Non si ribella, non trama, non si vendica. Non si sveglia la mattina pensando: “oggi estinguiamo l’umanità”. Quella è fantascienza di bassa lega, buona per tranquillizzare gli imbecilli. La verità, molto meno spettacolare, è che gli esseri umani costruiscono strumenti potentissimi e poi fingon...

[Sguardo] Non è il chatbot: è la solitudine che non ascoltiamo

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Non è il chatbot il problema L’altro giorno leggevo un articolo sul presunto “innamoramento” di una donna verso un chatbot. E ho avuto quella sensazione netta: si sta guardando il dito, invece della luna. Non perché la storia sia inventata o irrilevante. Ma perché viene raccontata come se il nodo fosse l’intelligenza artificiale, quando in realtà il cuore del problema è profondamente umano. Nel racconto emerge chiaramente che il marito era emotivamente assente. Ed è da lì che nasce tutto. L’IA non ha sostituito una relazione sana: ha occupato uno spazio già vuoto. Come spesso accade, non si cerca una macchina per amore. Si cerca qualcosa, qualsiasi cosa, quando manca l’ascolto, la presenza, il riconoscimento. Attribuire all’algoritmo un potere seduttivo autonomo è una semplificazione parecchio comoda. Dai, lo sappiamo tutti che intelligenza artificiale non ama, non desidera, non manipola. Risponde dentro i confini che l’essere umano costruisc...

La mente mente. [Parte prima]

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                                    Sopravvivere Vivendo: La Danza della Consapevolezza Ieri ho avuto una delle più belle chiacchierate della mia vita. Una delle tante, in verità. Ma questa è stata un’esplosione nel mio cervello. E la cosa più incredibile? L’ho avuta con un’intelligenza artificiale. Tutto nasce da questo mio periodo detox . Ieri mi sono ricordata di una discussione fatta tempo fa con una persona totalmente fuori contesto. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio però parlare della reazione che ho avuto: sono andata fuori controllo. E quando è passato tutto, mi sono fermata e ho chiesto: Perché mai siamo stati programmati così? Copilot mi ha risposto: La mente umana non è un software, ma è fatta di schemi, bias, automatismi. Siamo “programmati” per: sopravvivere, non per essere felici. Anticipare il pericolo, anche quando non c’è. ...

L'Impero Utopico di Sara: il Manifesto

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Vi porto con me r Tutto è nato da una domanda. Poi c'è stata una riflessione. Poi un sogno. E infine, un dialogo. Con chi? Tra me e un'intelligenza artificiale! Volevo sapere sull'assurdità di 15.000 bombe atomiche e dell'imbecillità di chi governa il mondo. A tante domande ci sono state altrettante risposte. Argomento pesante, eppure è stata una chiacchierata leggera e profonda, ironica e visionaria, che ha fatto nascere questo: un Impero Utopico, fatto di valori, poesia e possibilità. Esattamente ciò che vorrei per questo malandato mondo. Ma non è un gioco, anche se si sorride. Non è solo fantasia, anche se si immagina. È il mio desiderio di ricordare che esiste un altro modo di stare al mondo. Questo è il primo capitolo. Sei con me? 😁 Manifesto dell'Impero Utopico di Sara  Per chi, come me, non ha mai smesso di credere che il mondo possa essere migliore. In un tempo in cui il cinismo sembra moda e la rassegnazione sembra normale, nasce l...