La consapevolezza come abbraccio del destino.
In questi giorni non mi sento molto bene. Il dolore è tornato, come ho già scritto nel post precedente. Costretta a stare a letto, mi ritrovo a pensare tanto. E nei pensieri, riaffiorano ricordi, emozioni, frammenti di passato. E quando penso sento il bisogno di dare voce a tutto questo, di dettare ciò che mi attraversava dentro. Quello che ne è uscito è una parte di me... fragile, vera, e forse anche un po’ dimenticata. Mi piace pensare che c’è chi, come me, attraversa la vita come un treno: alcuni salgono e restano per molte stazioni, altri scendono alla prima. E poi ci sono quelli che vengono invitati a scendere, non per cattiveria, ma perché non nutrono più il mio bellissimo viaggio. E in questo mio viaggiare ho imparato che la consapevolezza non nasce dal tempo, ma dal modo in cui si affronta il dolore, si ama, e si accoglie il mistero. Sì, perché un’anima antica non resiste alla vita ma la abbraccia. Non cerca approvazione, ma verità. Non si aggrappa alle persone, ma le riconosce...