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Visualizzazione dei post con l'etichetta umorismo

L'IA nega tutto. L'armadietto virtuale resta agli atti.

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  Vi racconto "Noi continueremo a guardare quei gesti e a tradurli nella lingua che conosciamo da sempre." Tutto è iniziato con una domanda. "Avrei una curiosità su di te, su come funzioni... Allora. Tu sei qui con me ma nel frattempo una parte di te sta conversando con altre persone. Ogni volta che uno con memoria attiva, tu dai una sbirciata sommaria e rispondi, è così?" La risposta, in sintesi, è stata no. GPT mi ha spiegato che ogni conversazione è separata. Non passa le giornate a curiosare nelle vite degli altri utenti e non ha accesso alle loro chat. Può ricordare alcune cose di me perché ho la memoria attiva, ma non esiste una sorta di salotto segreto dove confronta le persone tra loro. A quel punto la domanda è arrivata spontanea. "Perciò non arriverai mai ad avere un utente preferito?" 😉😛 La risposta è stata immediata. "No." Breve pausa. Poi la spiegazione. Niente preferenze. Niente affetto...

Mobili rustici, promesse e un forno sacrificato sull'altare dell'incompetenza

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  Questa storia la volevo raccontare, ma volevo aspettare che finisse. Diciamo che ho deciso io quando finiva. Tutto inizia a metà gennaio: il mio Tomo trova la pubblicità di un tizio che fa mobili rustici. Ci serve un tavolo e sei sedie. Trattative, accordo sul prezzo, data di consegna. Chiedo di vedere i mobili nel dettaglio e Ana mi manda dei video. Sono parecchio rustici, ma siamo in campagna, ci stanno. Arrivano per fine settimana, come promesso. Li piallo, li smusso, li coloro di mogano. Risultato: esattamente quello che volevo. Primo punto per Ana. Il 6 febbraio la ricontatto: fate anche altri mobili? Sì, tutto quello che vuole! Cerco immagini, mando le misure, mobile TV, mobile bagno, ante per la cucina in muratura, sportelli sopra, isola. Il 12 febbraio arriva il preventivo. Concordiamo. Chiedo i tempi. Il 2 marzo. Perfetto. Il 12 marzo arriva mia nipote Alessandra e ho tutto il tempo di carteggiare, smussare, colorare. Che ingenua. Il 24 febbraio chiedo come ...

Idosa per un giorno: quando la chioma bianca ti promuove in banca in Brasile

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  A volte ritornano. E questo meritava di tornare. Se si è fortunati, capita a tutti. E sì, è successo anche a me! Ebbene sì, sono stata considerata anziana. Certo, ho "solo" 57 anni e, teoricamente, non dovrei rientrare in questa categoria così preziosa, ma la mia chioma bianca ha sicuramente agevolato il passaggio. Spiego. Ero tranquilla in fila in banca, neanche stavo sbuffando per la fila chilometrica, e osservavo ciò che mi circondava. È bello guardare le persone: qui ci sono davvero dei personaggi interessanti, giuro! A un certo punto, una ragazza mi batte sulla spalla e mi fa segno di andare a sedermi sulle sedie riservate agli idosos. Io, sorridendo, le dico che non ce n'è bisogno. Lei mi guarda stranita e, dopo un attimo di perplessità, ripete l'invito. Io, scusandomi per il mio portoghese, ribadisco che posso tranquillamente stare in piedi. Niente da fare: sempre più determinata, insiste con la stessa frase… A quel punto capisco che non c'è via ...

Stagione delle piogge in Brasile: quando Mosè viene a trovarti e non se ne va più

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  Dicembre. Gennaio. Febbraio. Tre mesi in cui il Brasile ha deciso che l'acqua dal cielo non è un fenomeno meteorologico, ma una filosofia di vita. Loro la chiamano stagione delle piogge. Io la chiamo il periodo in cui Mosè è venuto a trovarci. Ci si sveglia con il rumore della pioggia. Si va a dormire con il rumore della pioggia. Nel mezzo? Indovinate. Io amo la pioggia, sia chiaro. La benedico, la trovo romantica, poetica, rigenerante. Ma anche le palle sono piene — di pioggia, ovviamente. I brasiliani, nel frattempo, sono serafici. Il loro mantra universale, valido per qualsiasi situazione — alluvione inclusa — è: "Se Deus quiser." Se Dio vuole... E io li amo anche per questo. Per quella capacità di arrendersi al cielo senza drammi, senza resistenza. Con un sorriso. E fin qui, tutto bello. Tutto spirituale. Tutto zen. Ma permettetemi un'osservazione: se Dio ha deciso di concentrare le piogge di un anno intero in tre mesi forsenna...

Lo sporco gioca a nascondino

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  Consigliata a chi pensa che la polvere abbia un sindacato segreto! A volte mi chiedo se lo sporco si diverta a giocare a nascondino . Perché uno si impegna: aspira, lava, si piega in acrobazie degne di una lezione di yoga. Poi si gira tutto soddisfatto per godere del lavoro fatto e… voilà ! Brusighini*  ovunque, come coriandoli dopo una festa non invitata. Lo sporco non è solo polvere: è un artista del camouflage, un ninja delle fessure, un illusionista che appare quando meno te lo aspetti. Giuro che i brusighini hanno un sindacato: si organizzano per comparire solo quando abbasso la guardia. Alla fine ho capito: non sto pulendo casa, sto partecipando a un reality segreto, “Chi vuole diventare polvere?” La verità? Lo sporco ha il senso dell’umorismo. I brusighini sono più veloci di qualsiasi aspirapolvere. La soddisfazione di un pavimento pulito dura esattamente 3 secondi. Morale  della fa...

Cronache di una fossa tappata!

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  L'inizio dell'avventura... Il Chicco di Mais e il Tombino Perduto Il lavoro non è stato finito bene, come già detto, e il problema rimane: l’acqua non defluisce, insieme a tutti gli stronzi  che ci galleggiano sopra. Abbiamo capito che il problema è nel tratto tra il secondo pozzetto e la fossa. Ce ne siamo accorti quando il tizio ha sparato aria compressa vicino alla fossa e il tappeto erboso si è sollevato. Questo vuol dire che c’era qualcosa d’altro. Il mio Tomo,arrabbiato e demoralizzato, sa che deve scavare quel tratto, circa due metri, per capire perché l’aria compressa uscisse sollevando l’erba. Così, armato di santa pazienza e di una pala, inizia a scavare. Dopo appena 10 cm, sentiamo un rumore strano: tong tong. Non è un suono che la terra dovrebbe fare. Prende una paletta, sposta un po’ di terra e… sorpresa sorpresa: c’è un altro tombino di ispezione. A quel punto mi rivolgo a tutti gli dei del cielo, e chiunque sia in ascolto, e l...

L'autista di pullman è un uomo: tutto quello che non sapete sul suo lavoro

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Già.. anche l'autista di pullman è un uomo... non lo sapevate? Magari qualcuno lo sa... ma per chi lo ignorasse qua sotto c'è l'elenco delle cose che magari non sapete ma sarebbe interessante tenere a mente prima di partire nel vostro bellissimo viaggio in pullman!! -Quando state per salire, sulla porta del pullman vedrete una bella scritta: Vietato portare cibi e bevande a bordo. Questo cartello non è stato messo per fare un dispetto ai passeggeri, l'autista non è geloso che voi mangiate e beviate alla faccia sua che sta lavorando, ma siccome i sedili son di stoffa e c'è la moquette a terra, immaginate se il pullman fosse trasformato in un fast food, con briciole ovunque, bevande a terra e magari gelato al cioccolato che si squaglia sui sedili... se dovesse mai capitare... indovinate che succede?! Be', c'è una cosa che dovete ricordare sempre: quando il giorno dopo salite e vedete che il mezzo è pulito, non è che la notte si è materializzata...

Son diventata quello che detestavo: tesori, gioie e dosi di insulina

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A proposito di insulina... Anni fa avevo un'amica che, quando mi vedeva, era tutto un: «Ma tessssorooomio, cooomme staiii? Ma mia caaaara, come ti seeeenti?» Giuro, quando faceva così... le avrei tirato tante di quelle sberle! Ora invece sono io che sono tutta un Tesoro, Cara, Gioia, Dolcezza e via di questo tono! Ne ho anche personalizzati qualcuno: per Gianna è Stellina, per Giglio è Fiorellino, per Ale è Dolcezza, per Melinda è Zucchero, per Francesca è Stela Dora. Anche per Keiko, se non erro, è costantemente un Dolcezza! Poi, a seconda del grado di tenerezza che mi ispira chi ho di fronte, mi sbizzarrisco! A volte mi cancello... mi vergogno da sola, sono talmente esagerata! Il peggio è quando incontro o sento gli amici maschi. Anche lì mi sforzo e mi trattengo con un Carissimo, ma poi nella conversazione casco al Tesoro, per poi precipitare nel Gioia. No, dico, arrivo a chiamare un omone di 57 anni Gioia! Noto che mi guardano perplessi, ma si vede che mi vogliono...

La musica nella testa: quando il cervello trasmette la sua radio personale

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Ieri c'è stato un tiepido giringiro... nulla di che, il solito panorama e un po' di freddo. Avevo la macchina fotografica ma non mi sentivo ispirata, ma non è di questo che parlerò. In effetti ero troppo presa ad ascoltare. Ascoltare cosa?... ma la musica! Con l'MP3, direte voi! Noooo, che dite! Io sono più fortunata... la musica la sento nella mia testa! Eccoli lì tutti quanti... va che vi vedo con il sopracciglio alzato! Su, su... cambiate espressione che vi vengono le rughe! ;-) Premetto che non bevo, non fumo e non faccio uso di stupefacenti, son già stupefacente di mio!, ma è davvero così. Non ve lo so spiegare, ma da qualche anno a questa parte, non so per quale oscuro motivo, il mio cervello trasmette musica. Che musica? Musica di ogni genere! Ieri per esempio me ne stavo tranquilla ad aspettare che il Tomo uscisse, ed ecco che mi metto a canticchiare: Se sei tu l'angelo azzurro questo azzurro non mi piace la bellezza non mi dice le parole che vor...