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[Sguardo] Quando un luogo non è fatto per noi (e non il contrario)

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  Quando scegliamo un luogo, ci chiediamo ancora se quel luogo faccia per noi? Oppure ci aspettiamo che sia il luogo ad adattarsi a noi? È una domanda che mi è venuta spontanea leggendo la notizia di alcuni turisti che si sono lamentati del rumore dei campanacci delle mucche e dell'odore di stalla. Naturalmente esistono situazioni oggettivamente problematiche che meritano di essere affrontate. Non sto parlando di questo. Sto parlando di quei casi in cui il disagio nasce proprio dall'identità del luogo. Così una montagna dovrebbe smettere di profumare di stalla. Una spiaggia dovrebbe liberarsi dei gabbiani. La campagna dovrebbe convincere il gallo a cantare più tardi. Il bosco dovrebbe avere meno insetti. E una città dovrebbe essere meno affollata e rumorosa. È come se ci fossimo abituati all'idea che tutto possa essere modellato sulle nostre aspettative. Eppure ogni luogo possiede una propria identità. La montagna non è soltanto un bel panorama: è pa...

Inutile comouflage

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Oggi l'ennesimo camouflage; anche il quarto tentativo è fallito miseramente! Più o meno. Perché mi devo camuffare? Semplice, per essere lasciata in pace! La stagione estiva è finita e i turisti sono pochi; io che vivo qua da più di quattro anni, anche se non mi vesto come una turista (niente pantaloncini, infradito e canottiera, neanche adesso!) non la do a bere a nessuno. Con la mia testa sale e pepe e l'abbigliamento europeo, si capisce lontano un chilometro che sono straniera! La settimana scorsa sono uscita per una passeggiata... tra i buttadentro dei bar, quelli dei negozi e chi mi voleva fare compagnia, è stato tutto il tempo un non merci! Non mi è piaciuto per niente, visto che non mi sono goduta il mio giretto.  La volta dopo li ho semplicemente ignorati: loro che mi chiamavano in tutte le lingue del mondo e io facevo finta di non sentirli.  Niente; ha sortito l'effetto opposto, li ha resi ancora più insistenti! Il giorno dopo, un'idea: mi copro la testa con un ...

La speranza è l'ultima a morire!

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Ieri mattina son dovuta uscire per andare in farmacia a far scorta a quella mole di medicine che il mio dolce Tomo deve prendere e, vincendo la mia rinomata pigrizia, sono arrivata fino alla spiaggia. Io amo il mare ma le spiagge della Tunisia, ultimamente non sono molto curate e così mi scappa la voglia di andarci. Ma oggi sorpresa, non erano poi così messe male, anzi! Non c'è in giro nessuno così tolgo la mascherina e respiro a pieni polmoni  il profumo del mare. Passeggio lungo la battigia e noto che nel bar della spiaggia ci sono delle persone che stanno facendo dei lavori. Dentro di me penso che; wow, a questa gente non manca l'ottimismo! Fanno avanti e indietro e un signore con delle cose in mano viene verso di me. E' assorto e non mi vede finché non gli sono proprio davanti. Appena mi vede il suo viso si illumina, mi sorride, spalanca le braccia e dice: Ah, un touriste!! Io rimango stupita dalla sua felicità dimentica della crisi in cui versa il paese! Giuro ragaz...