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Differenze culturali, quello che molti definiscono Culture Shock!

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Diciamoli; venendo direttamente da caotico Brasile, l'arrivo in Tunisia è stato più che mai soft e ancora prima di toccare questa bellissima terra l'ho amata. Guardavo affascinata dall'oblò dell'aereo e pensavo; ci sono quasi...questa sarà la mia terra! All'aeroporto c'era il mio Tomo ad aspettarmi e all'uscita l'aria tiepida di Tunisi mi ha accolta. Sono finalmente in Tunisia!! Quello che mi ha colpito fin da subito è stata la discrezione delle tunisine; in Brasile, almeno dove vivevo io, le donne sono abbastanza chiassose, vestite con abiti parecchio succinti e con teste colorate con colori a basso costo. Qua invece, anche chi non ha la testa coperta è molto discreta, silenziosa e a tratti elegante. Il panorama mi piace, anche se sulla strada che mi porta a quella che sarà la mia casa la spazzatura la fa da padrona, nulla che non abbia già visto nell'esperienza precedente. Gli ulivi prendono il posto degli eucalipti e il colore verde/grigio...

I motivi che mi spingono a girare il mondo?

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Oggi ho fatto una foto e l'ho messa nell'immagine di copertina di FB. Gianni, un caro amico blogger mi ha fatto una domanda al quale, li per li, non ho saputo rispondere ma mi ha portato a fare una riflessione. [...]Ancora oggi non riesco a comprendere bene i motivi che ti spingono a girare il mondo. Di motivi ce ne sono tanti in effetti. Tuttavia intuisco che c'è qualcosa di interiore in te che non riesco ad afferrare nella sua interezza. Ma, aldilà di qualsiasi eventuale ragionamento, io ti seguo sempre e ti voglio bene. A prescindere.[...] Quali sono i motivi che mi spingono a girare il mondo? Beh, i motivi, come ha detto Gianni, sono tanti ma la prima parola che mi viene è; la scoperta! Sono da sempre una persona curiosa. Ricordo da bambina quando i miei per la scuola mi hanno comprato l'atlante geografico... passavo ore a guardare la cartina chiedendomi come fossero quei luoghi e chi ci vivesse. La fantasia era quella di una bambina che amava immaginare, ma...

Ora la mia anima è più leggera

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Non ci riesco ancora... la paura e la preoccupazione di quei giorni è ancora li, in agguato e sembra che aspetti solo per venir fuori. E quando fa capolino lo mando via come un cattivo pensiero. Non ne parlo con nessuno, penso che nessuno capirebbe ciò che ho provato nonostante mi chiedano come io sia riuscita. Ma sono forte, mi dicono, ho superato di peggio. Poi qualcuno, al contrario, mi dice che c'è la salute e va bene così. E allora come faccio a lasciare andare se mi sto letteralmente cacando sotto dalla paura  al pensiero di farlo venire fuori? Poi penso che non succederà nulla, è stato ciò che è stato, che si fotta la paura e vado avanti. Ma quel qualcosa pare sia li e che non se ne voglia andare! Alzo lo guardo per pensare a come continuare questo scritto e lo sguardo finisce sul comodino dove c'è il il mio Manuale del guerriero della luce, sembra mi guardi... che voglia dirmi qualcosa? Lo apro in una pagina a caso e... -Primo. Dio è sacrificio. Soffri in quest...

Lettera a Lho Thay

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Ciao dolce amica! Questa sera son qua per parlare un po' con Te... Ho pensato un sacco alle tue parole in questi giorni... un sacco davvero, e riflettendo ho capito parecchie cose;  una di questa sere passate ho visto un film, nonostante non fosse la prima volta che lo vedevo mi ha colpito una parola che mi è tornata in mente un sacco di volte nei giorni a seguire.  La parola è Antevasin: colei che vive sul confine , ma è un confine che si sposta in continuazione, anche se avanzo nei miei studi e nelle mie realizzazioni, il confine rimane sempre a qualche metro da me, non sono  né questo né quello, sono solo una che cerca e che si avvicina al confine che sempre in movimento in questa magnifica e temibile vita nel nuovo. Ed ecco che mi son tornate le parole dette da Te tanto tempo fa quando alla mia smania di trovare "casa" Tu mi hai risposto che era possibile che in questa mia vita io fossi destinata alla ricerca continua senza mai trovarla questa agognata "casa...

Una nuova solitudine...

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Un mese... è ormai passato un mese da quando il compagno della mia vita, il mio Tomo, è rimasto bloccato all'estero per un assurdo caso di omonimia. Ma non è di questo di voglio parlare... ma di quello che questa assurda situazione  mi ha lasciato dentro! I sentimenti che ho provato sono stati tanti e per molti versi devastanti; la rabbia, l'incredulità, lo sconforto, il panico, l'ansia, l'indignazione e la frustrazione. Ma la peggiore è stata la solitudine. Non quel tipo di solitudine che qualche pagina riporta nel web: La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri , no, si è trattato di qualcosa di più profondo e molto più doloroso. Non perché io fossi sola, ma perché proprio in mezzo alla gente non potevo esprimere i miei sentimenti. Non ho potuto raccontarlo a nessuno, h...

Un altro inizio!

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Eccoci qua in questo ultimo giorno di vita Brasiliana... non sappiamo ancora che succederà e nemmeno dove andremo vivere. Qualche idea c'è ma bisogna vedere se troverà lo spazio per realizzarsi. Un salto le buio come mai prima prima d'ora...noi ci siam già buttati, ora stiamo a vedere dove i nostri piedi atterreranno! Buona vita e in bocca la lupo a noi... ovunque sarà!! Avanti sempre!

Oriani è morta...

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Oriani è morta... morta per incuria, per abbandono, per il disinteresse di chi doveva prendersi cura di lei! Caduta in un pozzo, a seguito di una micro emorragia celebrale si è spenta poco per volta aspettando le cure di qualcuno che non è mai arrivato. Chi l'ha vista mi ha riferito che ormai era solo pelle e ossa. Chi era Oriani? Per la sua famiglia e per il mondo Oriani non era nessuno! Non voluta, nata per la conseguenza di un semplice atto sessuale è stato un peso fin dalla sua venuta. La madre adolescente e il padre uno dei tanti. L'ho saputo una settimana fa e la mia reazione è stata fuori controllo... ho provato un tale dolore che non avrei pensato di provare per quella bellissima bimba, cielo quanto ho pianto! Conosciuta nel 2006 nella mia esperienza Dominicana, l'ho amata fin dal primo sguardo e mi ha conquistato definitivamente al suo chiamarmi con quella voce leggermente roca di chi piange tanto. Fuori dal cancello chiuso il suo Saraaaa mi faceva so...