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La logica dell'aglio, sempre che ci sia una logica!!

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Il pensiero del martedì Sono al supermercato e mi fermo, incuriosita, davanti a una scena che ormai conosco bene. C'è una montagna di aglio. Un cassone colmo, dove la gente pesca a mani nude. I guanti non sono obbligatori qui, nessuno li usa, nessuno li chiede. Si rovista nel mucchio, si soppesa, si sceglie. Fin qui, tutto normale. Ma poi arriva il momento creativo. Un sacchetto ben aperto da un lato, lo spicchio nell'altra mano: via la buccia, via il cuore, e dentro finisce solo il necessario. Pulito, già pronto, selezionato con cura quasi chirurgica. Il ragionamento è semplice: perché pagare qualcosa che non si usa? Tornata a casa faccio due conti. La buccia e il cuore di una testa d'aglio pesano circa cinque grammi. Al prezzo medio del supermercato — tra i 15 e i 20 reais al chilo — il risparmio è di circa dieci centesimi. Forse. Dieci centesimi per un chilo d'aglio. E un chilo, in realtà, è tanta roba. E soprattutto: non si può fare. C'è il cartell...

[Dal Sangha] La Vita è Bella e va vissuta pienamente

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Dal Sangha In questa rubrica mensile desidero lasciare spazio alle parole del Sangha, condividendo riflessioni e insegnamenti che accompagnano il nostro cammino. Ringrazio Maestro Chen per avermi concesso la possibilità di pubblicare questo testo.   Il termine Theravada significa "Insegnamento degli Anziani". La filosofia Buddhista Theravada racchiude esperienze raccolte nel corso di millenni e tramandate inizialmente solo per via orale da uomini il cui spirito è stato destato, illuminato e reso consapevole: i Buddha. Essi definirono questo sapere Dhamma (in sanscrito: Dharma ), termine che riunisce in sé i significati di legge eterna, dovere morale, virtù, dottrina vera e giustizia: l'Insegnamento. Una schiera di Buddha che insegnarono "la Via" verso la saggezza precedette il Buddha Siddharta Gautama (560 a.C.), il più conosciuto. Davvero lontane sono, quindi, le origini di questo modello di vita basato sulla semplicità e sul buonsenso, che p...

L'Impero Utopico di Sara: Lucenera, la Stagione che Ascolta

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 Prima Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Lucenera, la stagione che ascolta. Se Sfolgoria è l'anima che si accende, Lucenera è il cuore che si raccoglie. È il tempo del silenzio che guarisce, delle domande che non cercano risposta, della luce piccola e ostinata che brilla anche nel buio più fondo. Tre mesi la compongono, ciascuno come un respiro diverso della stessa notte. 🕯️ QUIETA, La Soglia del Silenzio Il mese in cui ci si ferma e si ascolta. Non c'è nulla da fare, nulla da risolvere. Solo spazio da creare. È il tempo della gentilezza verso se stessi, dove il silenzio non è vuoto ma preparazione. Rituale consigliato: 🌿 Scegli ogni giorno cinque minuti di silenzio vero. Niente telefono, niente musica. Solo tu e il tuo respiro. Osserva cosa emerge. 🌑 ABISSARA, Il Fondo Luminoso Il mese delle domande senza risposta, del buio che non spaventa. Qui si scende in profondità, senza fretta di risalire. È il tempo dell...

La natura non bussa alla porta (e a volte entra lo stesso)

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  Il pensiero del martedì Ho scelto di vivere in mezzo alla natura. Nessuno però mi aveva avvertita che la natura, a volte, avrebbe scelto di vivere anche dentro casa mia. Dopo la riflessione di domenica, nella rubrica Sguardo, sulla vicenda di alcuni turisti a Serina che si sono lamentati del rumore dei campanacci delle mucche e dell'odore di stalla, mi sono ritrovata a pensare alla mia esperienza di vita in una riserva naturale. Ora, posso capire che certi rumori e certi odori, per alcune persone, possano essere davvero difficili da sopportare. Ognuno ha il proprio livello di tolleranza, le proprie sensibilità e le proprie abitudini. Ma da qui ad andare dal sindaco per chiedere di intervenire su qualcosa che fa parte dell'identità stessa di quel luogo, forse si va un po' oltre. Perché le mucche con i campanacci non sono un disturbo arrivato da fuori. Sono parte della montagna. Così come l'odore di stalla non è un errore da correggere: è il profumo del lavor...

[Sguardo] Quando un luogo non è fatto per noi (e non il contrario)

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  Quando scegliamo un luogo, ci chiediamo ancora se quel luogo faccia per noi? Oppure ci aspettiamo che sia il luogo ad adattarsi a noi? È una domanda che mi è venuta spontanea leggendo la notizia di alcuni turisti che si sono lamentati del rumore dei campanacci delle mucche e dell'odore di stalla. Naturalmente esistono situazioni oggettivamente problematiche che meritano di essere affrontate. Non sto parlando di questo. Sto parlando di quei casi in cui il disagio nasce proprio dall'identità del luogo. Così una montagna dovrebbe smettere di profumare di stalla. Una spiaggia dovrebbe liberarsi dei gabbiani. La campagna dovrebbe convincere il gallo a cantare più tardi. Il bosco dovrebbe avere meno insetti. E una città dovrebbe essere meno affollata e rumorosa. È come se ci fossimo abituati all'idea che tutto possa essere modellato sulle nostre aspettative. Eppure ogni luogo possiede una propria identità. La montagna non è soltanto un bel panorama: è pa...

L'Impero Utopico di Sara: Sfolgoria, la Stagione che Brilla

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 Prima Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Sfolgoria, la stagione che brilla. Se Ondalia è il corpo che fluisce, Sfolgoria è l'anima che si accende. È il tempo dell'espressione, della festa, della luce che non chiede il permesso di esistere. Tre mesi la compongono, ciascuno come un raggio diverso dello stesso sole. 🌟 AURANTIA, Il Risveglio della Luce Il mese in cui ci si accorge di brillare. La luce non esplode ancora, ma si annuncia. È il tempo del coraggio di mostrarsi, di alzare gli occhi e dire: sono qui. Nulla va nascosto. Ci si rivela. Rituale consigliato: 🪞 Mettiti davanti a uno specchio e di' ad alta voce una cosa bella di te. Non servono grandi parole. Basta una, vera. ✨ FULGORA, Il Momento Pieno Il mese della festa vera, dell'espressione senza filtri. Qui si canta, si crea, si celebra. Nulla va trattenuto. È il tempo più luminoso dell'anno utopico. Rituale consigliato: 🎉 Organizza una picco...

Finalmente si sono conosciuti!

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Il pensiero del martedì Stamattina ho assistito a una scena che, quando avevo dieci anni, avrei considerato fantascienza. Ho un robottino che gira per casa. L'abbiamo chiamato Goldrake e stava pulendo il pavimento mentre io piegavo i panni ancora caldi dell'asciugatrice. Nel frattempo la lavastoviglie stava lavando i piatti. A quei tempi mancavano solo le spazzole rotanti di Goldrake e avrei potuto dichiararmi ufficialmente nel futuro. Sì, lo so, la lavastoviglie esisteva già... ma noi eravamo poveri. Però ricordo bene che avevamo il tostapane! 😄 Stavo pensando che nella mia vita ho cambiato tante case e tanti Paesi e mi sono resa conto di una cosa: nella mia vita da nomade ho avuto praticamente tutto... ma mai tutto insieme. Nel mio periodo dominicano lavavo i panni a mano e cucinavo con un piccolo fornello a gas. Però non stiravo. L'assenza del ferro da stiro, in quella parte della mia vita, è stata una grande benedizione! A Bergamo avevo la lavastovigli...

Quella mattina di luglio... quarant'anni dopo.

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  26 luglio 1986 – 26 luglio 2026 La sera prima c'era stato un temporale. In realtà, per tutto il mese il cielo aveva regalato tanta pioggia. Un luglio fresco, quasi autunnale, a dispetto di chi, mesi prima, aveva cercato di convincerci che avevamo scelto il giorno sbagliato. "Troppo caldo... i vostri ospiti soffriranno!" ci dicevano. Ma noi non abbiamo ascoltato. Del resto... quando mai lo abbiamo fatto? Sono le sette del mattino e, appena sveglia, corro alla finestra. Scosto le tende che tengono ancora in penombra la mia stanza e rimango senza fiato: il sole è già alto, il cielo è di un azzurro limpido, l'aria entra fresca e profuma di pulito. Sarà una bellissima giornata. Suona il campanello. È arrivato l'acconciatore. Dal piano di sotto sento le voci di mamma e di mia sorella. Poco dopo sbatte una porta: è rientrato anche papà. Parla con mio fratello. Sono i suoni della mia casa, quelli che hanno accompagnato tutta la mia giovinezza e che, da qu...

L'Impero Utopico di Sara: Ondalia, la Stagione che Danza

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  Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Ondalia, la stagione che danza. Se Germoglia è la radice che ascolta, Ondalia è il corpo che si muove. È il tempo del fluire, della scoperta, dell'intuizione che accarezza e poi sorprende. Due mesi la compongono, ciascuno come un'onda diversa. 🌊 LIQVORA, Il Moto Sottile delle Emozioni Nel mese di Liqvora, tutto si fa liquido. Si attraversano sensazioni e pensieri come correnti: non si controllano, si lasciano accadere. È il tempo dell'apertura e dell'ascolto intuitivo. Nulla va forzato. Ci si immerge. Rituale consigliato: 🌬️ Stendi un telo per terra. Sdraiati e ascolta un suono d'acqua, reale o registrato. Respira al ritmo delle onde. Alla fine, scrivi il flusso di pensieri come fosse una corrente. ⛵ VELAMARA, Il Viaggio che Non Cerca Direzione Velamara è la barca che parte senza sapere dove. È il tempo del coraggio sottile: quello che ci fa esplorare, anche quando ...

Scegli i pensieri come scegli i vestiti

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Il pensiero del martedì Ho letto un articolo su Marco Aurelio che diceva: "La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri." Per anni avrei pensato che significasse: "Devi pensare positivo." Poi il mio maestro mi disse una frase semplicissima: "Scegli i pensieri come scegli i vestiti." All'inizio mi sembrò quasi banale. O forse impossibile. Io ero completamente in balia della mia mente. I pensieri arrivavano e io li seguivo. Se erano pieni di paura, ero paura. Se erano pieni di rabbia, ero rabbia. Con gli anni ho capito che non posso scegliere il primo pensiero che appare. Quello arriva da solo. Posso però scegliere se continuare a indossarlo. E lì ho scoperto una differenza enorme. Non si tratta di sostituire un pensiero negativo con uno positivo. Si tratta di chiedersi se quel pensiero mi sta aiutando a vedere la realtà oppure la sta deformando. La mente continuerà sempre a produrre giudizi, paure, scenari e ri...

[Sguardo] Il gioco che uccide: quando lo scherzo diventa tragedia

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  C'è una soglia sottile, quasi invisibile, che separa uno scherzo da una tragedia. Non è fatta di intenzioni, nessuno dei protagonisti di queste storie voleva morire, né voleva uccidere. È fatta di un istante: quello in cui qualcun altro, che non era nel copione, deve decidere in una frazione di secondo se quello che ha davanti è un gioco o una minaccia reale. E sceglie di credere alla minaccia, perché è l'unica scelta che la prudenza gli permette. A San Paolo, pochi giorni fa, due dipendenti di un autolavaggio hanno inscenato una finta rapina davanti a un negozio. Lo avevano già fatto altre volte, evidentemente, o almeno così hanno pensato: "È solo uno scherzo". Un agente della polizia civile che passava di lì non conosceva il copione. Ha visto una rapina e ha agito come gli è stato insegnato ad agire. Uno dei due uomini è morto. Ha lasciato moglie e una bambina. Non è un caso isolato e non è nemmeno un caso brasiliano. Anni fa, a Laterza, in provincia di Tarant...

L'Impero Utopico di Sara: Germoglia, la Stagione del Risveglio

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Prima   Dopo un lungo inverno silenzioso... sono ancora qui. L'Anno Zero non era finito, stava solo respirando. Credetemi quando vi dico che ci sono mondi che non muoiono quando tacciono, mai. Vi porto con me Nel nostro Impero il tempo non corre: danza. Ogni mese ha 28 giorni, perché il cerchio è completo solo se armonico. E 28 racchiude quattro settimane esatte, un ciclo che respira come la Luna, come l'anima. Ma più ancora, il cuore del tempo batte nell'8. Perché 28 finisce con un otto, e otto è la curva dell'Infinito. Un ciclo che non si spezza, un cammino che non finisce. Ecco perché abbiamo scelto 18 mesi: 6 stagioni per 3 mesi, ma alcune stagioni durano di più. Perché certe emozioni, come la Luce o l'Introspezione, hanno bisogno di più tempo per essere vissute. Nel Tempo Utopico, ciò che vale... dura. Germoglia, la Stagione del Risveglio Nel tempo dell'Impero Utopico, tutto comincia con il sussurro di una radice. Germoglia è la stag...

Lo chuveiro elétrico, ovvero come il Brasile ha reinventato la doccia (e la fisica)

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  C'è un oggetto, in Brasile, che riesce a mettere d'accordo tutti gli stranieri appena arrivati: lo chuveiro elétrico. La doccia con la resistenza elettrica incorporata. Nella versione economica ha perfino i fili bene in vista, quello che sparisce nel muro senza troppe spiegazioni e un'aria da esperimento fatto in casa. La prima volta che l'ho visto non mi sono scandalizzata. Non ho fatto un passo indietro, non ho chiesto: "Ma è sicuro?". Non ho fotografato l'impianto per mandarlo agli amici italiani con tre punti esclamativi. Sono sempre stata aperta alle novità e, sinceramente, non penso che se fosse pericoloso avrebbe così tanto successo, non vi pare? Quindi perché preoccuparmi? Con il tempo, però, ho fatto come si fa qui: ho scelto la mia versione di fiducia. Il mio chuveiro è costato  qualche real in più; niente fili a vista, tutto chiuso e pulito, con un piccolo comando a bastone, un pitulino, che regola la temperatura con un gesto solo. Altro c...

[Sguardo] Vagoni rosa: perché nel 2026 servono ancora

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  Immagine Ho letto un'intervista online sul giornale locale. Parlava di Charlles Batista, che lavora come addetto alla fiscalização della metropolitana di Rio de Janeiro. Su questa linea, così come a San Paolo e in molte altre città del Brasile, esistono i cosiddetti vagoni rosa: carrozze riservate esclusivamente alle donne. No, non sono un privilegio.  No, non sono un capriccio.  Sono la dimostrazione che un problema esiste,  ancora. Ogni santo giorno Charlles sale su quei vagoni e invita gli uomini a scendere. E, ogni santo giorno, gli viene rivolta la stessa domanda: «E i vagoni per soli uomini? Ci sono?» La sua risposta è tanto semplice quanto disarmante: «No. Non ci sono. Perché gli uomini non subiscono molestie da parte delle donne. Grazie a Dio, aggiungerei. Quindi, per favore, alzati e scendi, adesso!» Eppure è sempre la stessa storia. Perché io, donna, sono esasperata di sentire la tua mano che "casualmente" mi sfiora il sedere. Il tuo gomito ...

Procon: quando il Brasile tutela davvero i suoi consumatori

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Vi porto con me C'è una cosa del Brasile che continua a sorprendermi. Non la bellezza. Non il calore della gente. Quello ormai lo conosco, lo respiro, ci vivo dentro... ma che ce lo ripeto a fare!  È altro. È la serietà con cui questo Paese protegge i suoi consumatori. Si chiama Procon. Esiste in ogni stato, in ogni città grande o piccola. Perfino nella nostra piccola Santa Isabel! È un organo pubblico, gratuito, accessibile, concreto. Puoi andarci di persona, puoi scrivere online. Puoi portare fatture, mail, screenshot. E loro ascoltano. Non è una cosa da poco, credetemi. In Italia esistono strumenti simili: Antitrust, Codacons, associazioni dei consumatori. Ma nella pratica quotidiana, almeno per la mia esperienza, sono spesso strumenti per chi ha tempo, voglia e nervi d'acciaio. E non è nemmeno detto che si arrivi a una soluzione. A me, per esempio, non è successo. Qui, invece, sembra funzionare. Qui il brasiliano medio sa perfettamente cos'è...

Una dogana in Tunisia e la solitudine di chi non viene creduto

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  Il pensiero del martedì (in ritardo) "A volte basta una dogana per scoprire quanto siamo soli e quanto siamo forti." Stavo guardando uno di quei programmi su YouTube ambientati negli aeroporti, con i controlli doganali, le valigie aperte e i passeggeri nervosi sotto le telecamere. A un certo punto mi sono ritrovata a sorridere, perché mi è tornata in mente una storia che mi riguarda da vicino. È successo quattro o cinque anni fa, quando vivevamo ancora in Tunisia. Claudio ha un problema di omonimia e, ogni volta che passiamo una dogana, viene fermato per controlli. Quella volta eravamo in macchina e, sapendo che sarebbe stata una cosa lunga, mi disse: «Vai avanti tu con la macchina, io ti raggiungo.» Mi misi in coda. Passò un quarto d'ora. Poi mezz'ora. Poi un'ora. Lo chiamai. Nessuna risposta. Lo richiamai. Ancora niente. Non avevo idea di dove fosse mio marito e, quando finalmente arrivò il mio turno, ero già agitata di mio. I poliziotti se ne...

[Dal Sangha] Yohiro e Sakura: una storia d'amore dal Giappone feudale

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Dal Sangha Dal Sangha " In questa rubrica mensile desidero lasciare spazio alle parole del Sangha, condividendo riflessioni e insegnamenti che accompagnano il nostro cammino. Ringrazio Maestro Chen e le Guide per avermi concesso la possibilità di pubblicare questo testo.   . Dal Sangha Una storia d'amore dal Giappone feudale In Giappone, durante il periodo feudale, divenne celebre una storia d'amore molto bella. Parla di Yohiro, lo spirito di un albero che sorgeva al centro di una meravigliosa foresta lussureggiante. In un tempo dilaniato dalla guerra, l'albero era tristemente afflitto per quanto accadeva nel mondo, sempre più chiuso in sé stesso, ogni giorno più spoglio. Il suo dolore attirò l'attenzione di una fata, che gli offrì la possibilità di vivere con sembianze umane per un decennio. Yohiro non era affatto entusiasta della proposta, ma il dono di una fata non si rifiuta mai, e così accettò. Vedere intorno a sé la violenza, la brutalità ...

Un copo pela copa! Ovvero, come ho vinto un bicchiere e capito la glicemia

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  Vi racconto È mattina, ed è già tardi. Esco di casa dopo una colazione molto, molto spartana: un caffè e basta. Di solito ci sono qualche fetta biscottata con marmellata, ma è tardi. Vado. Faccio la spesa e a un certo punto mi sento strana. Niente di grave, ma una di quelle sensazioni che ti fanno pensare: Aspetta un attimo... Da qualche giorno sto prendendo acido alfa-lipoico e so che può influire sulla glicemia. Così mi passa per la testa una domanda molto pratica: E se fosse un calo di zuccheri? Mentre faccio queste profonde riflessioni sulla biochimica umana, sono alla cassa. La commessa mi guarda sorridendo e mi chiede: «Você quer participar para ganhar um copo pela copa?» La fisso. Lei continua a sorridere. Io continuo a fissarla. Nella mia testa si apre una riunione d'emergenza. Un copo. Pela copa. O que? Un bicchiere. Per la coppa. Che cosa mi sta dicendo? Per qualche secondo faccio una fatica enorme a decifrare la frase. E natural...

Smettere di rimandare la vita: quello che due anni di malattia mi hanno insegnato

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Il pensiero del martedì Il presente non è una sala d'attesa... Sono due anni che sto male, due anni e mezzo da quando ho avuto il fuoco di Sant'Antonio. Due anni in cui ogni volta che stavo meglio, la ricaduta faceva ancora più male della malattia stessa. C'era solo: «Ecco, di nuovo. Non guarirò più. È sempre peggio.» E giù di autocommiserazione. Ma succede che uno, a un certo punto, si arrende. Non per sconfitta, ma per accettazione. Ne ho parlato anche con Tomo. A volte, quando dico "se un giorno guarisco", lui mi corregge: «quando un giorno guarisci». Ho dovuto spiegargli che a un certo punto bisogna anche smettere di vivere in attesa e imparare a godersi la vita per quella che è. Lo so, chi ci ama lo dice per incoraggiarci. Per darci speranza. Ma c'è un piccolo paradosso nascosto in quella frase. Come se la vita vera fosse sempre dopo. Dopo il dolore. Dopo la fatica. Dopo il momento difficile. Come se il presente fosse soltanto...

[Sguardo] MA.NON.SEI.A.MILANO!

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  Quando vanno all'estero, di solito in qualche paese considerato "povero", e vedono i prezzi delle case, parte subito il ritornello: "A Milano non ci compri nemmeno un garage." Grazie al piffero. Non sei a Milano. Gli affitti bassi: "A Milano non ci affitti nemmeno una panchina." NON SEI A MILANO. Il cibo: "A Milano non ci compri nemmeno una michetta." NON. SEI. A. MILANO. E avanti così. Il mango costa 0,80 pesos. Le banane 0,50 reais. Il pane 2,5 dinari. E ogni volta: "A Milano?" Sì, ma non siamo a Milano. Siamo in posti dove gli stipendi spesso sono un terzo dei nostri, dove i servizi funzionano diversamente, dove il contesto economico è completamente un altro. Ma questo quasi nessuno lo dice. Si celebra il prezzo basso come fosse un miracolo o un trucco segreto scoperto dagli italiani furbi, non come la conseguenza logica di una realtà diversa. Stavo guardando uno di quei video su YouTube: youtuber sorr...