Le MIE cose: come ho imparato che gli oggetti non fanno di te quella che sei...
Sono alla fine del secolo scorso e sono molto soddisfatta di me! Già, sono riuscita ad avere una bella biblioteca... più di 350 libri di ogni genere e li avevo letti tutti! Ne sono davvero orgogliosa, tanto che ne faccio un vanto!
Ho i MIEI libri, la MIA casa, la MIA macchina, i MIEI vestiti, le MIE scarpe e le MIE borse. Le MIE cose... sono loro che fanno di me quella che sono!
Sono loro che fanno vedere al mondo che ce l'ho fatta! Ho la casa piena di suppellettili che considero indispensabili per stare bene, non sono gelosa di loro, i libri per esempio li presto senza problema, ma sia chiaro... sono MIEI! Mostro agli amici quello che ho e loro ora sanno chi sono! Tutto gira intorno alle MIE cose e sembro felice!
Lavoro come semplice tessitrice ma il MIO ego mi fa sentire tanto di più, tanto che mi presento alle 5,30 del mattino in reparto truccata di tutto punto e vestita col tailleur e le scarpe coordinate alla borsa, e sembro felice.
Sono davvero presa da quello che gli altri possono pensare di me! Non ho molti soldi ma cerco di far sembrare un dozzinale vestito come l'ultimo capo alla moda. Da come li indosso lo sembrano davvero! Sicuramente un occhio esperto lo capisce subito, ma il MIO ego pensa di essere più furbo e così vado avanti per anni perdendo in giro gli altri ma soprattutto me stessa: l'importante è apparire! E io sembro sempre felice.
Poi all'inizio del 2001 arriva una proposta di lavoro per Claudio, si tratta del Brasile e il contratto prevede la permanenza di almeno 5 anni, rinnovabile anno per anno. Non è un contratto blindato ma poco importa, vogliamo fare questa esperienza e accettiamo!
Ovviamente non lascio le MIE cose in Italia, le voglio con me... è fondamentale, non mi sposto senza di loro! Preparo le scatole, sono più di nove e la cifra per portarle non è indifferente, ma non MI interessa, senza loro non mi muovo!
Imbarco le MIE scatole e poi partiamo anche noi.
Le cose fatte male non portano buoni risultati, infatti ci vogliono ben nove mesi prima di sdoganare le MIE scatole! Ma finalmente ci si riesce... sono felice come un pucio, le MIE cose sono con ME!
Ma subito mi rendo conto che le cose son cambiate, o forse sono cambiata io... le MIE cose non le sento più mie... La casa è da arredare e io riempio gli spazi con gli oggetti che mi sembrano facciano parte di un'altra vita! Ma poco importa, le mie cose son con me e io vado avanti!
Ma le cose non vanno come vorremmo, la caduta delle torri fa precipitare l'economia brasiliana e tutti i tecnici italiani vengono mandati a casa!
Tristezza mista a giubilo sono la costante di quei giorni. Da una parte mi spiace lasciare quella vita, dall'altra son felice perché torno a casa.
Rifaccio le scatole con le mie cose ma non c'è entusiasmo, mi sembra di trascinarmi un fardello ma non riesco a rinunciarci... così le porto di nuovo con me!
Sono di nuovo in Italia, le mie scatole mi raggiungono dopo 8 mesi, e quando vado a ritirarle non provo assolutamente nulla, ma sono cose mie e le sistemo in casa, ma non tutte, molti di quegli oggetti non hanno più nessun significato per me e così rimangono lì dove sono.
La vita continua e passano circa 4 anni che la nostalgia di quel paese si fa sentire, specialmente per nostro figlio, non riesce ad integrarsi e vuol tornare.
Da tempo abbiamo messo in vendita la casa, troppo scomoda e troppo vecchia, sembra davvero difficile riuscire a venderla ma proprio quando la voglia di Brasile è al limite si trova un compratore!
Ok, questa volta si fa diversamente, non portiamo nulla! Ma cosa ne faccio? Non posso lasciarle qua e non posso riportare tutto di nuovo... ok ho deciso, regalo tutto! Regalo tutto... ossignore, non so se ci riesco! Ma sì che ci riesco, son solo cose, Io sono Io anche senza degli oggetti no?
Così faccio, tenendo conto dei destinatari prendo i miei amatissimi libri e li regalo. A mio fratello vanno le storie vere, a mio padre i libri di storia e le biografie, alla mia amica vanno i romanzi, all'altra le novelle, a mia sorella i gialli e gli altri li do così come mi viene! Stessa fine fanno gli oggetti, per chi li vuole son lì da prendere, il resto lo porto a un mercatino dell'usato che insieme ai mobili viene venduto.
Ora mi sento bene, quasi purificata! Infatti in futuro chiamerò questa scelta "la mia pulizia spirituale".
Non ho più nulla e per la prima volta son felice... niente casa che mi inchioda, (dopotutto una casa ce l'ho, quella che mi ha lasciato mio padre che è affittata, perciò posso contare su un reddito), niente fardelli, niente di niente... quasi vent'anni di matrimonio e ho solo un paio di valigie con qualche vestito, due libri che mi son stati regalati, un paio di maschere e basta!
Si parte e si inizia una nuova avventura... qualche mese in Brasile e poi si va a Santo Domingo.
Voglio essere sincera, quello che mi manca è la lettura italiana, ci provo a leggere in portoghese e in spagnolo, ma leggo con gli occhi e non col cuore! Visito tutte le più grandi librerie alla ricerca di libri italiani, ma nulla da fare, devo contare su quelli che gli italiani portano per le loro vacanze... Mi manca la lettura come potrebbe mancarmi l'aria! Così quando gli italiani arrivano ne faccio una scorpacciata e loro, presi da pietà, me li lasciano, li leggo e li rileggo! I Pilastri della Terra l'ho letto 4 volte!
Ma il patto fatto con me stessa è quello di non comprare più libri, nessun possesso nessun legame!
Dopo più di due anni si ritorna in Italia e la voglia di leggere la sfogo con i libri della biblioteca! Quella di Seriate è ben fornita e io ci sguazzo! Ne prendo 3/4 al mese, finalmente mi tolgo la voglia!
In previsione c'è un viaggio a Santo Domingo, (che per vari motivi non farò), la mia preoccupazione è di nuovo quella della lettura! I viaggi più economici prevedono 15/20 chilogrammi a testa, come posso portare dei libri? I libri pesano e tre mesi son lunghi... Ecco qua la vecchia Sara che va in apprensione!
Ma sarà mai possibile rimanere inchiodata qua per il problema dei libri? Sì, è possibile, il pensiero di dover andar via dall'Italia e non avere la possibilità di leggere... mi angoscia un poco!
Ma ecco che mio figlio con largo anticipo mi fa il regalo per Natale... e... tadàn... l'eBook!
Certo non ha il fascino di un vero libro, niente fruscio delle pagine, niente profumo di inchiostro, niente copertine e rilegature, niente da riempire gli occhi, ma ha i suoi vantaggi!
Infatti dopo la bellissima sorpresa il mio primo pensiero è stato questo: ora posso andare ovunque io voglia!! Mi basterà una connessione a internet per scaricare migliaia di libri! Wow, mi sento finalmente libera e... ora sono davvero felice!
PS. I libri che mi hanno regalato continuo a tenerli, ma il resto di quelli che ho in casa hanno solo un effetto decorativo, se vado via io, loro restano! 😊