Caro Diario: quando le lacrime non hanno bisogno di una spiegazione




Blog... un blog dovrebbe essere un diario, e a me pare di averlo scordato.

Quando qualcuno mi chiede perché non scrivo più, io rispondo che non ho nulla da scrivere, e quasi quasi ci credo pure io! Ma in testa ho tanti pensieri che girano e rigirano senza trovare uno sfogo. Eppure è tanto semplice, basta che io ritorni alle origini del perché di questo diario: scrivere! E allora che sia!

Caro Diario...
Che dire di questi giorni? Sono giorni di confusione, dove tutto mi batte in testa e non riesco a trovare una collocazione, dove le lacrime scendono al solo sentire un profumo o una canzone.

Non posso dire di essere triste, non nel vero senso della parola. Forse sono lacrime di preoccupazione, di incertezza o di paura. Anche ora, mentre ti scrivo, piango, sento questa nausea salire e trasformarsi in quest'acqua salata che esce dai miei occhi, e forse va bene così. Liberarsi di tutto, senza remore, senza giudizi, senza che per forza io mi senta debole. Sono forte, ne ho passate di ben peggiori, ma in questi giorni mi sento vulnerabile. So che queste mie lacrime non devono intristire nessuno, questo sfogo dovrei tenerlo per me, ma se non scrivo scoppio!

Mi son chiesta se è la situazione odierna a scombinarmi così tanto, o semplicemente devo mettere in ordine i miei pensieri. Sì, mio figlio ha deciso di andare dall'altra parte del mondo, e io sono felice per lui, lo incoraggio e lo sostengo, ma non posso impedirmi di stare male.

Sono più triste di quanto io voglia ammettere, ma non voglio che questo lo fermi o lo faccia sentire in colpa. Il problema è solo mio, ma il suo ignoto fa paura a me! Loro sono apparentemente tranquilli, e se sono preoccupati è un problema loro, loro lo hanno scelto e loro ci faranno i conti. Io invece mi trovo davanti a scelte che non ho fatto. Quando l'ho messo al mondo, è stato questo che gli ho detto: vai, vola quel tanto che ti permetta di sentirti libero, ma non così lontano che tu non possa più tornare indietro. Ora quel "lontano" è davvero lontanissimo, e io ci dovrò convivere, come è giusto che sia!

Il fazzoletto che ora è sul tavolo si asciugherà, e io so che starò meglio. Infatti le lacrime ora si sono fermate!

C'è anche la situazione lavoro che lascia tutti in sospeso. Il futuro è incerto, e qua la compagnia è grande, ma il mal comune ora non mi dà il mezzo gaudio!

E poi, ultima ma non ultima, ci sono io. Ieri, parlando con il mio Tomo, esprimevo un desiderio di quando ero ragazza: io volevo diventare ricca, ma qualcosa è andato storto. Lui mi risponde: ricca lo sei diventata, ma non nel senso del denaro. Tu sei ricca della ricchezza più bella: ricca di spiritualità e speranza! Wow. E ha ragione. L'universo mi ha fatto questo bellissimo dono, mi ha fatto incontrare gente che mi ha resa ricca per davvero! E di questo rendo grazie, ma la strada è tutta in salita, caro il mio Diario, e io sono solo all'inizio!

La mia amica Gianna dice che è già una fortuna vedere l'inizio della strada che si vuol prendere, ma siccome la pazienza non è una mia virtù, io vorrei averlo già portato a termine questo mio cammino. La strada, da dove sono adesso, la vedo come un lunghissimo percorso dove la fine ancora non si vede, troppe curve mi separano dalla meta. Ma così è, e questo mi deve bastare!

Certo, le sensazioni, le visioni e le emozioni che a volte mi prendono sono forti, anche troppo, e soprattutto mi lasciano "sbarellata" e confusa per il fatto che so che non mi appartengono. Non so cosa siano, ma so che mi piacerebbe capirlo. La cosa sicura è che sono ancora troppo poco esperta per afferrarne il vero senso e dar loro una direzione. Così cerco di lasciar fluire ciò che non sento mio, aspettando il giorno delle risposte, sperando che quando questo succederà io sia pronta!

Ciao Diario, alla prossima e... grazie!

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