Guararema con gli occhi di chi ama: capibara, ali di farfalla e il bello curato
Ho portato Alessandra a Guararema.
Per chi non la conosce, Guararema è "una piccola città a circa ottanta chilometri da São Paulo, nel Vale do Paraíba. La chiamano Pérola do Vale, la Perla della Valle. Il suo nome viene dal tupi-guaraní e significa pau d'alho, il nome di un albero un tempo così presente da segnare per sempre l'identità del luogo. Ancora oggi nella piazza principale c'è un esemplare di trentatré metri, imponente e silenzioso come un testimone di secoli. Per secoli, prima che esistessero strade asfaltate, Guararema era tappa obbligatoria per chiunque viaggiasse tra São Paulo e Rio de Janeiro. Un luogo di passaggio che ha imparato a farsi ricordare."
Poi abbiamo visto i capibara, lei li ama così tanto! E come potrebbe essere diversamente? C'è qualcosa di inaspettatamente tenero in questi animali enormi che pascolano come se il mondo fosse sempre stato gentile...
A un certo punto mi ha scattato una foto. Io seduta su una panchina, dietro di me le ali di farfalla appoggiate sulla panchina. Quando ho visto la foto, ho sentito qualcosa che non credevo di stare aspettando: mi sono vista bella. Leggera. Speciale.
Ma non era la foto in sé. È il modo in cui lei mi guarda, il modo in cui mi tratta. Sempre sollecita e premurosa. Col suo; ma tu sei bella zia, sta convincendo anche me!
Certo, per un'italiana, Guararema può sembrare un paese qualunque, non è altro che un'isoletta circondata da due fiumi, una piazza e qualche chiesa coloniale. Ma io ho imparata a vederla in modo diverso. Forse perché qui il bello viene curato e orgoglio traspare in ogni particolare. Non c'è nulla di eclatante, nessun monumento che ti toglie il fiato. C'è qualcosa di più raro: la cura. E quella cura mi fa sentire in sintonia. Quella che sento sempre più mia!
